
Vengono definiti azzurri quei pesci che, oltre a caratterizzarsi per una colorazione blu scuro dorsale ed argentea ventrale, sono generalmente di piccole dimensioni e abbondano nei nostri mari. Le tre specie più pescate sono: l'alice, la sardina e lo sgombro. In realtà possono essere considerati azzurri per la loro colorazione anche molti pesci, diversi per dimensione e forme, come il tonno o il pesce spada. Il costo del pesce azzurro è ridotto, grazie alla grande quantità di pescato. Questo pesce si deteriora facilmente, caratteristica che ha favorito la nascita di diversi metodi di conservazione e distribuzione (conservazione sott'olio, sotto sale, lavorazione in pasta).
Il pesce azzurro ha una buona quantià di proteine e quantità variabili di grasso (da 1,05 g. per 100 g. dell'aguglia agli 11,1 dello sgombro). Anche l'apporto calorico è variabile, dalle 96 calorie dell'acciuga (ogni 100 g.) alle 168 dello sgombro. Medici e nutrizionista hanno evidenziato l'importanza del consumo di pesce quale alimento alternativo ad altri cibi proteici come formaggi, uova e carne.
Da un punto di vista nutrizionale il pesce azzurro presenta un apporto di proteine di elevata qualità e una particolare composizione dei grassi, ricchi di acidi grassi polinsaturi, soprattutto della serie omega 3, alcuni dei quali sono capaci di abbassare sia i grassi sia il colesterolo nel sangue. Il consumo di almeno 2-3 pasti di pesce azzurro a settimana, nel contesto di un'alimentazione equilibrata, può avere un ruolo importante nella prevenzione delle malattie coronariche.
Personalmente consumo due o tre volte a settimana il pesce azzurro e devo ammettere che oltre alla mia salute, fa bene anche alla mia tasca. Mi chiedo come mai le persone debbano necessariamente acquistare pesce costoso e povero di alimenti nutritivi, quando la cara piccola "acciuga" è ricca di omega 3 e povera economicamente?
Dilemmi della vita. Buon pesce azzurro a tutti.
Giancarlo Fornei
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