Originario dell'Europa, è nato dalla mutazione dell'infiorescenza del cavolo selvatico e in epoca romana era considerato quasi come un medicamento.
Di colore verde scuro, la parte più appetibile è l'infiorescenza, composta da un ombrello di boccioli floreali ancora immaturi che, quando freschi e quindi più ricchi di sostanze, devono presentarsi compatti e di colore intenso; è coltivato principalmente in Puglia.
Contiene tutti i preziosi nutrienti per far fronte al clima rigido e alle gelate invernali: antiossidanti (quali polifenoli), vitamine A e C, minerali come calcio, ferro e magnesio, proteine e fibre.
Tutte sostanze utili per disintossicare l'organismo e rinforzare il sistema immunitario.
Uno studio dell'Università di Parma, suggerisce la cottura a vapore e solo in ultima ipotesi la lessatura, che dovrebbe comunque essere breve e in poca acqua.
Questo per preservare al meglio vitamine, enzimi, antiossidante e anche per una migliore digeribilità; appena lessato può essere tagliato a fettine sottili e marinato, condito con una salsa di yogurt e zafferano o un paté di capperi con una manciata di uvetta e pinoli.
Bene anche il broccolo strascinato in padella con le tradizionali orecchiette pugliesi; volendo anche con l'aggiunta di vongole, sempre con una cottura piuttosto breve.
Fonte: News, febbraio 2013
Commenti